LA TEMPESTA

Datazione19 novembre 1997

Pagine 150, suddivise in atti e in quadri 

p. 2 Atto I: p.3 un veliero per mare in tempesta; p. 15 la grotta di prospero; p. 30  ariel schiuma d’aria; p. 40 l’uomo dell’isola stella; p. 46 incontro tra Ferdinand e Miranda; 

p. 53 atto II: p. 54 perduti nell’isola; p. 63 la casa del sonno; p. 72 ti faccio volare in cielo assieme ai gabbiani; 

p. 83 atto III; p. 84 piovano del cielo grazie; p. 89 l’isola è sempre piena di rumori; p. 99 Gonzalo onesto vecchio; 

p.107 atto IV; p. 108 dolce acqua il cielo spargerà; p. 113 regine della terra del fuoco dell’acqua del cielo; p. 118 tutto col tempo si scioglie nell’aria; p.123 tutto è silenzio come a mezzanotte;

p. 129 Atto V: p. 130 come gocce d’inverno; p. 147 ora ogni incantesimo è spento.

Lingua palermitano, qualche didascalia in italiano 

Personaggi  Marinai, Capitano, Nostromo, Alonso, Antonio, Gonzalo, Sebastiano -  Miranda, Prospero – P., Ariel – P., M., A., Caliban

Note alcune note a mano (ad es. p. 24 anziché pudirusi litturi, appunto posteriore segna pudirusi libri)

 

 

Analisi

 

Si tratta di una riscrittura molto accurata ma con variazioni personali della Tempesta di Shakespeare, creando una sorta di cortocircuito coi i propri testi. Ad esempio a p.7 il nostromo riferendosi alle onde indemoniate, intima loro di affacciarsi (come conferendo  loro personificazione) e le paragona a “Sabella”, personaggio della letteratura scaldatiana. Il linguaggio scurrile, e i riferimenti a personaggi non presenti nell’originale, ma tipici del mondo dell’autore palermitano come ad esempio “ Totò Tejrmini”, non devono far dimenticare dell’aderenza ai versi originari, così come l’andamento delle vicende.

Ecco alcune possibili modulazioni legate al mondo della natura: nuhula n’chiantu, merlett’arjusu, siderali (stidda siddhiata), floreali (giggh’innuccenti, bocciol’I gejrsuminu) animali (i cojrv’e riojrdi volanu p’A testa vostra cant’I cajrdiddhu, cant’I cicala). Se gli epiteti benevoli riguardano per la maggior parte Miranda e Ariel, non ci si risparmia dal nominare Caliban con un’ampiezza di formule, consone al rapporto di sudditanza rispetto Prospero: sejrvaggiu, malacajrni, filett’I fumieri, crusta I carogna, rascatur’ e Linnu varril’e vilenu, mal’ummra suvarusa .

Si nota un ampliamento di alcune parti descrittive che fanno entrare nel vivo dettaglio del ricordo. Cambia la scrittura in base al personaggio (Ariel continua a raccontare i suoi prodigi aggiungendo a fine frase “U sa’?” .

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